martedì, 26 maggio 2009 | in : amori, follia, abbracci
" S'alzano le foglie
e si sollevano
i rimpianti
nei gemiti di amanti
delle stanze confinanti
non resta che fumare
l'ultima gitanes arrotolata
mi manchi sì
ma non mi manca
il tempo andato
ed i suoi incanti
Verrà Verrà il tempo per amare"

 

ioe Mr L


Scrivevo un anno fa, in principio


Da tempo c’è un silenzio innaturale  fra me e Mr L

il silenzio che condividono i complici  o le vittime

il silenzio di un mistero appena percepito

 

Oggi lo stesso silenzio chiude gli occhi - imperiosi sipari -

stringe le mani nodose di Mr L e quelle tremanti di Chambre

nel momento esatto in cui si licenziano speranze e si rinnovano destini che violentemente attaccano


va Chambre con il fruscio dei ghirigori di stoffa bianca su una gonna

che Mr L definì un giorno da tango

e sui lamenti strozzati di un vuoto che in quanto tale non vorrà colmarsi

 

Resta Mr L dietro la reception di mogano e marmo

nella hall in cui una notte entrò - sognando - la sua amica con candidi fiori

di purezza e rinnovato bene

 

Resta un libro aperto sul tavolo da fumo, l 'Innocente


Io credevo che per me potesse tradursi in realtà il sogno di tutti gli uomini intellettuali: – essere costantemente infedele a una donna costantemente fedele

 

 

Nello staccare le spalle e fare passi incerti e soli

raddrizza la schiena

di un uomo e una donna che si perdono

un pensiero certo

la forza di una passione e di un bene

che seppure imperfetti

il tempo

non sfiora



 


 





 



Chambre09 @ 16:48 | commenti (13)(popup) | commenti (13)
martedì, 31 marzo 2009 | in : amori, the end, follia, chambre, donne e malizia
C´era fra noi un gioco d´azzardo
ma niente ormai nel lungo sguardo
spiega qualcosa,
forse soltano certe parole sembrano pianto
.
salumi

“Vado in Umbria”

“Mi porti quel prosciuttino buono?”

“Ho un appuntamento in Emilia”

“Mi riporti qualcosa vero?”

“Ti riporto il prosciutto va bene…”

“Ed anche un salamino!”

“Ma insomma vuoi sempre qualcosa, ma tu cosa ci metti?”

“Bè io ci metto l’affetto”

“Ed io? Devo metterci l’affettato?”

 

TU METTI L’AFFETTO – IO L’AFFETTATO

TU SEI SAZIO  - IO AFFAMATA

TU MASTICHI E MORDI – IO MASTICO IL MORSO

TU HAI SETE – IO SONO SETA

TU ATTENDI  PRENDI SCAPPI – IO ATTENDO E BASTA

TU DEL MAIALE NON BUTTI NULLA – IO BUTTO NERVI E SFILACCIATURE

TU SCARTI IL GRASSO – IO  SONO SCARTATA E DIVORATA

TU MISURI LA PRESSIONE – IO PREMEVO OLTREMISURA

TU FACEVI STAGIONARE – IO HO RIPRESO AD ESSICCARE

TU E IL BENE CHE MI PORTI – IO ED IL PANE CHE TI PORTO

 

TU E IL PROSCIUTTO CHE E’ L’AMORE – IO E IL DONARE CHE E’ L’AMORE

TU METTI L’AFFETTO – IO L’AFFETTATO

TU SEI SAZIO – IO AFFAMATA

TU SEI INTATTO - IO INCARTATA

Chambre09 @ 22:08 | commenti (12)(popup) | commenti (12)
giovedì, 18 settembre 2008 | in : follia, abbracci, arringhe

Naturalmente

dal diario di MR L

white passion

evviva l'America!
una coppia di nostri clienti,sono tornati da un simpatico viaggio negli USA,
raccontandomi le loro incredibili esperienze negli alberghi americani.
Vengo a scoprire così che l'italia costosa è una bufala forestiera,perchè tutti
i prezzi degli alberghi americani sono senza tasse, tasse che opportunamente
uno scopre di pagare successivamente

Dai prezzi sono esclusi i sevizi, che si pagano successivamente,

e questi sono senza il calcolo dei danni. I danni! e già! perchè
agli ospiti gli alberghi americani contano anche i possibili danni che
potrebbero arrecare. E quando è che si scopre di pagare tutte
queste cose? Esattamente al momento dell'arrivo,dove senza pietà  al primo
giorno di viaggio,l'albergatore ti secca la carta di credito prelevandoti
tutto quel plus che te non avevi calcolato, e per il quale tu italiano, paghi
senza battere ciglio, sgranando gli occhi, protestando a bassa voce.


Nel frattempo, la moglie dell'amico, gli fa notare che nella camera non c'è
spazio per il bambino. Pertanto il mio amico chiede dove può far dormire
il suo baby. La gentilissima recepionist,(quella che gli ha già seccato la
carta di credito) dice che ci sono gli sleepers.

Cosa sonogli sleepers?
comodissimi cuscini da appoggiare al suolo.

AL SUOLO?????


on the floor??? yes on the floor. Ma scusi, ma voi i bamibini americani li
fate dormire on the floor? yes, risponde la recepsionist........

Questo è uno degli alberghi di tendenza di new york. voglio provarci anch'io
con il prossimo turistra americano.....
chissà allora cosa penserà dell'ospitlità italiana.

Chambre09 @ 18:39 | commenti (35)(popup) | commenti (35)
mercoledì, 10 settembre 2008 | in : amori, follia, abbracci, chambre

il mazzo di fiori di Evola

Giulio Cesare Evola "Il mazzo di fiori"  opera futurista

Ho incontrato Pino alla cassa dell’Ikea: Pino è sulla mezz’età, ha abiti  logori che indossa in maniera dignitosa e inaspettatamente elegante, due cuffie da walkman che coprono le orecchie attaccate ad un lettore mp3 prima maniera: sorride e dà confidenza a tutti e questo, nella nostra epoca solitaria, viene in genere preso per sintomo di follia.

 

E’ senz’altro un semplice Pino, ed un uomo povero: osserva e tocca tutti gli articoli con sottile piacere tattile e questo me lo fa  riconoscere ed entrare dritto nel cuore. Nel suo attraversare le linee degli oggetti con voluttà ed assorbire i colori rivedo Chambre bambina che non chiedeva giocattoli alla mamma ma si accontentava di toccarli e tenerli al centro della sua piccola vita per solo un attimo.

 

Pino va alla cassa sostenendo con grazia femminile e accompagnando con cure paterne una piantina dai fiori lilla sul cui vasetto di plastica campeggia il prezzo euro 2,99.

 

Pino paga e si avvicina a gamba tesa e tronco immobile, con il passo sincopato e rapidissimo dei pazzi al banco per l’imballaggio: qualche spanna di corda, un foglio di carta da pacchi, forbici e la creatività geniale di un fantasista a comporre una confezione regalo per quella piantina che sembra dover meritare una donna

 

Sforzo innaturale per una piantina da 2 euro e  novantanove quello di meritare una donna

Un salto con l’asta troppo corta

Ambizione smisurata e mezzi impropri

 

Pino compone l’opera con una gestualità che sembra seguire un progetto, ha dimenticato di togliere l’etichetta del prezzo che rivelerebbe anche l’insolita provenienza.

 

Io non l’avverto, vado di fretta, io sono di quel mondo che compra molto e paga velocemente, di quel mondo che considera Pino un pazzo impegnato in un’impresa fallimentare

 

Spero che la donna che meriterà quella piantina sia di un pianeta lontano, lo stesso di Pino possibilmente

 

Chambre09 @ 21:15 | commenti (12)(popup) | commenti (12)