Occhi attesi e cercati
occhi sconsiderati
La bellezza è cattiva
la mia mano non ci arriva
e il mio cuore non sa perché

Enzo Piatto "Vanità"
Frange di bende bianche, cerotti e doppi cuscini disposti strategicamente, a sollevare la testa, a far da sponda ad un corpo stanco segnano la convalescenza dorata di clienti che soggiornano in hotel nei giorni della speranza, quelli in cui il sogno di un profilo diverso animano la volontà e vincono la paura di un intervento chirurgico, e nei giorni della rinascita, quelli di specchi compulsivi e ipotesi sciamane.
Ed è ogni volta un viaggio nella frustrazione prima e nella riconoscenza poi il mio ingresso nelle stanze odorose e scomposte dei pazienti dello studio di chirurgia estetica che affianca l’Hotel.
E sono occhi diversi quelli che chiedono la chiave ad un Mr L benevolo;
l’attesa del cambiamento è pervasa dal pudore di chi teme di sostituirsi ad un Dio con una fantasia estetica incurante dell’umana fragilità che ama omologarsi nelle forme; naso, bocca, gote, mento, forme atipiche o eccedenti solcano con la loro unicità un confine fra la persona e modelli riconosciuti, portano spesso all’isolamento, reale o percepito.
Il chirurgo di chiara fama internazionale ed il suo staff prendono in carico ansie e spigoli che smussano colmando vuoti con bisturi di precisione e restituendo un’autostima intorpidita ai legittimi proprietari.
Sono i giorni successivi agli interventi quelli che mi strappano un sorriso; i giorni della riconoscenza per le mani d’oro del chirurgo, della certezza di una rinascita foriera di nuovi incontri con il proprio nocciolo e con il cuore degli altri.
I clienti salutano
Si annullano i difetti?
Si correggono gli errori di Dio?
Si rimettono le nostre colpe?
Si violano delle leggi di natura?
Si iniettano sottopelle dosi di autostima?
Si






